Mi manca sciare, ma non è il momento!

Istituto Frejus

30 Marzo 2020

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Mi manca sciare, ma non è il momento

Mi manca sciare, ma non è il momento

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Quanto mi manca sciare, svegliarmi la mattina, indossare la tutina, gli scarponi, i parastinchi, mettermi i miei sci da slalom, prendere la seggiovia e scivolare giù veloce su quella soffice, aggressiva, ghiacciata o fresca neve bianca; scendere intorno ai pali, sentire quella sensazione di sfogo, arrivare in fondo al tracciato dopo una prova e avere il fiatone, essere stanca ma di una stanchezza rilassante, che libera e fa star bene; mi manca tantissimo sciare è vero.
Ma in questo momento c’è qualcosa di più importante della mia più grande passione, oggi (25 Marzo 2020) in Italia si hanno 57.721 contagi e 7.503 morti per coronavirus. Un minuscolo animaletto sta mettendo in ginocchio quasi tutto il mondo.
Oggi non c’è tempo per pensare alle proprie passioni, oggi si deve combattere uniti per la vita, tutti noi siamo chiamati a vincere una gara più importante di un’ Olimpiade o di un Mondiale, dobbiamo essere uniti, rispettare le regole e sconfiggere questo virus. Non è facile, io sono fortuna ad abitare in una casa dove ho un giardino immenso, ma comprendo che restare 24 ore in un appartamento in centro città in 4/5 persone è stressante e faticoso; ma stare in 170 cm in lunghezza e 60 cm in larghezza in una bara fatta di legno e zinco sotto terra, secondo me è decisamente peggio. È arrivato il fatidico momento di utilizzare quella cosa che divide le orecchie: il cervello.
Questo non è il tempo per divertirsi, per scherzare o per andare fuori a correre, ma bisogna fare un sacrifico, stare in pigiama tutto il giorno, Mussolini mandò 60.000 mila alpini a combattere a -40° in Russia, a noi Conte chiede di stare a casa nel letto. Per quanto possa essere difficile per qualcuno, per favore, andate illegalmente sui siti di streaming e guardatevi tutti i film e serie tv esistenti (non vi dico abbonatevi Netflix), ordinate l’armadio, fate le pulizie di primavera, imparate a ricamare, fate puzzle, studiate una lingua nuova, recuperate le ore di sonno perso in questi anni o mettetevi le dita nel naso, ma state a casa. Non siate egoisti, le persone (come noi) muoiono, soffrono, perdono i propri cari e i prossimi potremo essere noi o qualcuno a cui vogliamo bene. Vi prometto che ci sarà il tempo per recuperare queste giornate di quarantena, ma vi chiedo anche di pensare a tutte quelle vittime del COVID-19 a cui il tempo è finito e rispettarle, evitando in ogni modo l’aumento di contagi, di morti, di sofferenza. Quando finirà tutto andremo a correre ore e ore in giro per il mondo.
Charlotte Audibert
Volevo ancora fare un ringraziamento enorme a tutti i dottori, infermieri, forze dell’ordine, produttori di Amuchina e mascherine e a chiunque è lì fuori a lavorare per noi, sì perché sono loro i primi che lottano per la nostra vita aiutandoci giorno dopo giorno. Ripeto, stiamo a casa e rispettiamo le regole, solo così i problemi e la quarantena passeranno più velocemente e tutti noi saremo liberi di tornare alle nostre passioni; solo così anch’io sarò libera di tornare a sciare.

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